giovedì 2 settembre 2010

Isole: III parte

Sì lo so, il Portogallo non è un'isola ma è come se lo fosse. Stessi ritmi, stessa atmosfera a misura d'uomo delle isole che conosco.
Si cammina su tappeti di mosaico fatti con blocchetti di arenaria di circa sedici centimetri quadrati, o bianchi o disposti ad arabesco, così a Lisbona come nei piccoli paesi del sud, tanto belli e accoglienti che sembrano persino soffici.
La lingua è un mantra. Si ascoltano più volentieri le news che la musica.
E' un paese che non mette mai timore, forse l'ultimo rimasto. Se anche qui cala la coltre di paura che si vive nel resto d'Europa siamo definitivamente nelle merda. Spero resista.
C'è crisi, eccome, per strada donne ti chiedono la carità.
Poesia ovunque: musei aperti e gratuiti per il ristoro dell'anima oltre che del corpo accaldato e riparo dalla luce che non dà tregua. A Lagos Pessoa dice: "Valeu a pena? Tudo vale a pena se a alma não è pequena."

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