lunedì 8 febbraio 2010

Effetto Pigmalione - commento

immagine di PhOtOnQuAnTiQuE

Rispondo commentando a un post su un blog di un collega:

http://scrip79.tumblr.com/post/366732799/leffetto-pigmalione

Mi riferisco a "Effetto Pigmalione", in particolare al punto 1:
condivido abbastanza le tue conclusioni anche se non parlerei di vere e proprie "prove". Le variabili che determinano lo svilupparsi dell'intelligenza, il loro peso su ciascun individuo e gli effetti che producono sono infiniti e poco prevedibili. Ho visto studenti considerati scolasticamente intelligenti cedere alle prime difficoltà all'università, altri considerati poco inclini allo studio laurearsi in tempi record, altri ancora laureati ma incapaci di inserirsi nel mondo del lavoro, ragazzi/e mediocri con famiglie stimolanti, teste fini con il nulla alle spalle, non ultimo studenti/esse stranieri. Il nostro punto di osservazione è limitato per:
-conoscenze che andiamo a valutare
-capacità e competenze che non siano strettamente correlate al mondo della scuola che, IMHO, sono mooooolto diverse da quelle richieste nei processi che avvengono nel mondo esterno a questa.

Interessante la ricerca al punto 2, ma abbastanza scontata nell'esito. Personalmente ho questa idea, che la componente emozionale, di cui fanno parte anche i messaggi che rafforzino l'autostima, sia il nutrimento dell'intelletto che intendo come interazione continua tra ciò che consideriamo irraziona e e razionale. Quest'ultima è una distinzione che trovo superata: la mente è unica e lavora all'unisono con il corpo.

" ...che l’intelligenza si forma in mille modi diversi..." Condivido con una precisazione: Le diverse forme di intelligenza si formano in mille modi diversi. Questo ad aumentare ulteriormente le varianti espressive di ciascuno.;-)
Sempre relativamente alla scuola: da sempre privilegia più gli aspetti linguistici (sai se sai ripetere) e logico matematici dell'intelligenza lasciando poco margine alle altre: spaziale, cinestesica, musicale, naturalistica, esistenziale, intrapersonale, interpersonale. Da ciò una visione parziale delle potenzialità dello studente o quanto meno la tendenza a privilegiarne alcune a scapito di altre. (Nella fattispecie considerare nullità chi non corrisponde a questi standard).

Ultimo aspetto che vorrei sottoporti riguarda alla incapacità della scuola, genericamente parlando, di stimolare la/e intelligenza/e attraverso la soluzione di problemi che è il modo più naturale di svilupparla. I contenuti vengono dati per scontati, già triti e ritriti, spessso e volentieri estranei alla realtà non tanto nel merito, quanto nel processo che li rende interessanti al fine dell'apprendimento.

Mi fermo qui. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.

Buona giornata. ;-)
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