lunedì 8 settembre 2008

Carissimo Ingegnere


immagine di paddino

San Giovanni del Dosso, 8 Settembre 2008

Carissimo Ingegnere,
ho osservato attentamente le sue reazioni all'ultimo scrutinio relativo alle valutazioni degli studenti che avevano i debiti. Ho purtroppo constatato che l'estate è passata senza che ci sia stata un apprezzabile variazione di aggiornamento professionale rispetto alle domande che Lei si poneva e alle risposte che Lei si dava del perchè, alcuni studenti, non hanno dimostrato di aver studiato la sua, o altre discipline.

Proverei, se me lo concede, a rovesciare la questione usando un esempio in modo da darle qualche spunto di riflessione, sempre che Lei lo desideri. Non si senta obbligato.

Lei dice soprattutto: "Ma perchè promuoverli se non hanno studiato?" Allora immagini che io le chieda questa cosa: "Ma perchè Lei non studia? Insomma, Lei che ne sa di Sistemi (una delle materie che insegna), non ha mai avuto il sospetto che uno studente sia egli stesso un "Sistema"(forse il più complesso che c'è sulla faccia della Terra)? Che egli sia immerso in un'altro grande "Sistema"che è l'ambiente in cui vive? Che fior fiore di Psicologi e Psicologi dell'età evolutiva, che Pedagogisti, che esperti in Didattica, che altri che studiano dalla mattina alla sera il problema dell'apprendimento e dell'apprendimento delle nuove generazioni, abbiano scritto, forse, qualche libro (ma anche Internet è pieno di materiale) che La potrebbe aiutare nel tentare di risolvere questo Suo frequente stato di frustrazione, al quale riesce a dare solo una risposta univoca?"

"Non ha mai pensato, Ingegnere, che la scuola è qualcosa di diverso da un ibrido tra una caserma e un'aula di tribunale?"

"Mi dica Ingegnere, nel suo lavoro di progettista, quante volte le viene chiesto di correlare due o più variabili? Credo tante, perchè se non fosse così Lei costruirebbe circuiti elettronici scadenti. Ecco, ci provi anche con il suo "secondo(?)" lavoro: quello di insegnante."

So già cosa mi risponderebbe: "Ma questa qui che c...o vuole?"

Penso che sia la medesima considerazione che farebbe un suo studente (ma non s'azzarderebbe mai a dirlo), quando Lei gli dice: "Non hai studiato".

Ossequi
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