mercoledì 15 maggio 2013

Sveltine

SveltineSveltine by Inachis Io
My rating: 4 of 5 stars

Ce ne sono quattro da meno di 15', quattro da 10', quattro da meno di 5', quattro da meno di 3' e quattro da meno di 1'.
Sono racconti erotici che Inachis Io titola "Sveltine" proprio perché scandite dal tempo scenico, anche se la lettura richiede qualche minuto in più, proprio perché l'autore dipana con abilità stilistica le situazioni ora crude, ora più romantiche, a volte poetice, ma mai volgari di incontri amorosi in svariati contesti.

Avevo già apprezzato la raccolta 5 sensi +1; il racconto che mi è piaciuto di più di questa è iSex, un po' sci-fi, ma, forse, non troppo.

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domenica 12 maggio 2013

Tanto Tantra

Tanto TantraTanto Tantra by Mauro Sandrini
My rating: 5 of 5 stars

Sorprendente. Mauro mi chiede di leggere questo ebook e mai più mi sarei aspettata che, oltre ad essere un bravo saggista -avevo letto ed apprezzato il suo Elogio degli ebook- sapesse scrivere un romanzo così gradevole, fatto di flussi di coscienza alla romagnola. Profondo, spesso divertente, ma con azzeccata introspezione psicologica; sì, perché si parla di una dipendenza, quella sessuale, facile da soddisfare ma che, nel tempo, porta all'inibizione e all'annichilirsi di ogni emozione.
Il termine tantra nel titolo richiama la pratica yoga al quale noi occidentali diamo erroneamente valenza quantitativa. E' invece per il protagonista un percorso per accedere alla sacralità della sessualità, quasi risalendo dei chakra ideali, che nel libro sono i capitoli titolati: body, hearth, mind, soul e energy.

Più in generale un'analisi del non senso delle azioni dettate dai giochi di potere, dal conformismo che spinge al ribasso la stima di sè e dall'inutilità di pratiche terapeutiche se non veicolate dall'umanità e dall'affetto.

Trama avvincente, ben scritto. Bravo Mauro!

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domenica 5 maggio 2013

Consigli a un giovane scrittore

Consigli a un giovane scrittore

My rating: 4 of 5 stars

Il titolo non dà merito a questo manuale indirizzato a "giovani" -18-25 anni?- "scrittori" -ma anche per lettori e spettatori-; forse si intendeva chi approccia alla scrittura? Sarebbe limitativo.
Sta di fatto che lo consiglio per tutte le età a prescindere che si scriva o meno. Infatti, è una carrellata sulle diverse tecniche scrittorie nei diversi campi artistici dove la caratteristica espressiva di ciascuno condiziona, negli spazi e nei tempi, il modo di scrivere i testi.
Così l'autore affronta le tecniche del romanzo, del racconto, dei testi teatrali, del cinema, della radio e della televisione, svelando le tecniche della fiction, della sceneggiatura, della drammaturgia e, per finire, della comicità alla quale dedica il capitolo finale.

L'approccio, pur essendo manualistico, è narrato con esempi concreti frutto dell'esperienza dell'autore, con rimandi ad opere letterarie e visuali note, dalle quali si può partire per imparare a leggere con occhio più attento e, nel mio caso, con un tantino di competenza critica in più con indicatori oggettivi, oltre il semplice giudizio estetico generale.

Riporto questa citazione sulla quale riflettere che mi sembra possa sintetizzare la finalità di chi scrive:

Il vero si può riprodurre solo con il falso

(Ma chi ancora non ha fatto da sè la stessa considerazione?)

mercoledì 1 maggio 2013

Waiting for 2016 #7

venerdì 26 aprile 2013

Il gusto del peccato

Il gusto del peccato

My rating: 5 of 5 stars

Il titolo del libro sembrerebbe orientare ad un romanzo che tratti di trasgressione e, invece, è un saggio molto ben documentato su come i sette peccati capitali non rechino sempre danni a sè e agli altri. Questi sono, nell'elenco definito nel VII secolo da Gregorio Magno e secondo l'ordine di gravità: lussuria, gola, avarizia, accidia, ira, invidia e superbia, classifica stilata per il buon comportamento dei monaci e del clero.
L'autore ne analizza ciascuno, riportando test psicologi e diagnosi di imaging per verificare se i comportamenti che mostrano questi atteggiamenti mentali, siano sempre e solo negativi. La risposta per tutti quanti è che, ciò che viene classificato come peccato presente in dosi accettabili, è invece spesso uno stimolo al miglioramento delle proprie capacità cognitive ed emozionali.

Personalmente ho trovato molto interessante la trattazione dell'accidia a cui le ultime scoperte di neuroscienza, attribuiscono un potere di intensificazione, durante il riposo, di alcune attività neurali fondamentali che condizionano positivamente il nostro stato di coscienza e di presunta razionalità. Altra è la superbia con le sue sottocategorie, dove si impara a prestare attenzione a messaggi del corpo e del look che possono inconsciamente condizionare il giudizio sugli altri. Ma tutte sono altrettanto interessanti.

Il messaggio finale è quello di tolleranza ed accettazione di piccoli peccati perché sono elementi di diversificazione personale e sociale che ci rendono unici.

Lettura caldamente consigliata.


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giovedì 18 aprile 2013

Nemesi

NemesiNemesi by Philip Roth
My rating: 5 of 5 stars

Primo romanzo che leggo di Roth.
L'argomento è un'epidemia di poliomielite che si diffonde tra i ragazzini che frequentano un campo estivo, nel 1944, quando ancora non esisteva il vaccino. Protagonista è un insegnante di Educazione Fisica che rappresenta salute, dinamicità, attenzione educativa, ma le cui vicende personali, anche legate agli eventi contingenti, saranno segnate in maniera indelebile.

Il tema concettuale del libro è, però, il rapporto con il Dio ebreo il cui ruolo è messo in discussione, fino a rappresentarlo come diabolico e lontano dalla pur minima compassione verso ciò che sta accadendo al suo popolo, agisce casualmente senza giustizia o nemesi.
A differenza di altre situazioni narrative in cui compare il tema della colpa, e mi riferisco in particolare al cinema di Woody Allen, dove quella è riassorbita e neutralizzata dagli alibi che di volta in volta scagionano i colpevoli, l'indifferenza divina percepita dal protagonista gli ricade addosso come un macigno ed egli si accolla tutta la responsabilità di ciò che accade a sè e agli altri.

Roth scrive e descrive con impareggiabile fluidità e capacità psicologica introspettiva la personalità in evoluzione del personaggio, con passaggi alterni, dall'infanzia dura alla morbidezza della scoperta dell'amore, fino alla chiusura coriacea del seguito.

Flash: leggendo il libro mi sono tornati in mente i poster affissi nella mia scuola elementare che ritraevano ragazzini/e con tutori alle gambe e in cui si invitava alla vaccinazione contro la poliomielite. Cercavo di evitare di guardarli perché mi suscitavano raccapriccio.
Adesso che ho letto questo libro, il cui protagonista faceva il mio stesso lavoro, realizzo che per tanti sopravvissuti a questa malattia così devastante, la vita deve essere stata un vero inferno terreno.

venerdì 12 aprile 2013

Guida bionda per influencer

Guida bionda per influencer

My rating: 5 of 5 stars

Farò un discorso serissimo.
Alla fine di ogni anno scolastico l'addetta di settore ci chiede quanto del nostro tempo abbiamo speso per la formazione e l'aggiornamento.
Ecco, questo gioiellino di ebook è proprio quello che mi serviva per farmi un'idea un po' più precisa sul web marketing fatto dai blogger. Il motivo è perché con altri colleghi, il prossimo anno scolastico, gestirò una classe IV di Istituto Economico che sarà "cl@sse 2.0", nella cui progettualità ho fatto rientrare anche queste forme di pubblicità di prodotti e servizi con i nuovi strumenti del web.

Nella relazione su queto libro che presenterò, non potrò certo usare il tono scanzonato, ma allo stesso tempo preciso e analitico, della Benini, con frasi del tipo: "insegnerò ai miei studenti a fare le markette", ma spiegherò che queste modalità comunicative non possono più passare inosservate e rimanere allo stato semibrado, così come il ruolo degli influencer, attori fondamentali per migliorare la diffusione della conoscenza di beni e servizi, in tutti i settori commerciali.

Consiglio in ogni caso la lettura a tutti coloro che bazzicano i social network, perché è un modo per capire come decodificare alcuni messaggi pubblicitari, più o meno espliciti, e quindi di riflesso imparare ad usare meglio quegli strumenti, anche a proprio vantaggio.

P.S. Mi è piaciuto anche il riferimento alla chiarezza dei ruoli esplicitato nel libro di eFFe I book blog. Editoria e lavoro culturale che ho letto, del quale condivido le proposte.

domenica 7 aprile 2013

Atlantide. Il Continente perduto. Storia o leggenda?

Atlantide - Il Continente perduto. Storia o leggenda?Atlantide - Il Continente perduto. Storia o leggenda? by Jeremy Feldman
My rating: 2 of 5 stars

Una Domenica pomeriggio quando hai voglia di distrarti un po', o leggi Topolino, oppure scarichi questo ebook sapendo benissimo che il punto di domanda finale nel titolo non ha risposta e probabilmente non l'avrà mai.
Così, tanto per passare un'oretta.

mercoledì 3 aprile 2013

I book blog - Editoria e lavoro culturale

I book blog. Editoria e lavoro culturale

My rating: 4 of 5 stars

Letto volentieri questo di eFFe che ho avuto il piacere di conoscere sia online, sia di persona: ragazzo simpatico, festoso e, come si può immaginare, appassionato di libri.

eFFe in queste poche pagine che si leggono di volata, ci racconta un paio di cose, la prima riguarda un discorso sui book blog come si evince dal titolo, la seconda, invece, narra di come ha deciso, dopo un paio di tentativi non riusciti presso editori, di pubblicare questo libro in selfpublishing.

Vado nell'ordine partendo dalla prima parte, in particolare sulla accorata ed un tantino romantica richiesta dell'autore di fare chiarezza sul ruolo che hanno alcuni blogger che propongono recensioni di libri, circa la commistione che hanno con le case editrici e che determina confusione nel ruolo degli stessi: sono dilettanti? Sono professionisti che si prestano gratuitamente? Sono professionisti retribuiti? Queste diverse modalità di porsi in rete può generare nei lettori false aspettative?
Vi lascio alla lettura dei punti di un codice deontologico essenziale per rendere più trasparenti questi rapporti che dovrebbero salvaguardare, sia la fiducia di chi frequenta i lit-blog, sia le esigenze di natura commerciale e pubblicistica che le aziende editoriali hanno come obiettivo per il loro business.


Considerazioni personali. Io leggo libri e ne scrivo sul mio blog. Le mie non sono recensioni, ma appunti a caldo, prive di qualsivoglia velleità intellettuale. Non è quello del critico letterario il mio lavoro, faccio altro. Ho frequentato occasionalmente i blog citati, ma non mi trovo a mio agio. Capisco che chi si senta preparato abbia necessità di esprimersi con un linguaggio forbito, curato, preciso, con riferimenti particolari e dettagliati, ma a me non interessa chi mi spiega un libro in questo modo. Preferisco prima leggerlo, dare la mia interpretazione e la mia opinione e poi andare su goodreads e scorrere quello che hanno scritto altri come me che non lo fanno per mestiere, ma per hobby. Inoltre, sono abbastanza selettiva; chi scrive più di venti righe per un testo di duecento pagine, con tutta probabilità si sta parlando addosso, quindi lo escludo. Per questi motivi concordo con eFFe almeno sulla chiarezza dei ruoli, con tutta la tolleranza possibile perché su un blog ciascuno può scrivere ciò che vuole secondo le proprie necessità.

La seconda parte mi accomuna all'autore per alcuni sentimenti che ho provato nella pubblicazione del mio ebook, con una cronicità inversa, nel senso che l'avevo già pronto per il selfpublishing in perfetto DIY, ma mi è venuta voglia di proporlo ad un editore che l'ha accettato e pubblicato. Ero incuriosita da quali potessero essere le prassi editoriali e, siccome quello di scrivere un libro non è per me un'abitudine, mi sono detta: o adesso o mai più. 

Anch'io ho incontrato alcune rigidità alle quali mi sono in parte adeguata, in parte no. Quella che mi ha infastidito di più, come per eFFe, è stato proprio sfoderare, mostrare potere, anziché negoziare con il dialogo. Poi tutto è andato bene comunque, ma l'attrito si poteva evitare.


Tornando all'esperienza raccontata da eFFe, sembra che si sia convertito definitivamente al selpublishing che descrive come un momento di forte collaborazione tra competenze diverse e, a questo proposito, elenca brevemente i passaggi che si devono seguire per questa modalità di pubblicazione.
Chi volesse provare si accomodi, può trovare gente disponibile a costi del tutto abbordabili.

P.S. Sono andata un po' oltre la mia lunghezza standard e in effetti mi sono parlata un po' addosso. Me ne scuso ;)


Waiting for 2016 #6