giovedì 7 giugno 2018

Il regno della parola

Il regno della parola

My rating: 4 of 5 stars

Mi è piaciuto in questo libro come è stato strutturato il discorso sulla ricerca dell'origine del linguaggio. In pratica l'autore mette a confronto teorie parallele che si sviluppano in due periodi storici diversi: nel XIX e XX, XXI secolo.
Inizialmente il periodo degli studi compiuti da Charles Darwin e Alfred R. Wallace, successivamente tra le teorie opposte di Noam Chomsky e Daniel L. Everett.
I primi di ciascuna coppia appartengono all'intellighenzia scientifica del proprio tempo, i secondi sono profondi osservatori della natura, definiti "acchiappamosche".
Le storie si evolvono con la contrapposizione delle relative teorie circa il linguaggio umano: evolutive, genetiche, culturali (?) Ancora nessuno è riuscito a cavare il ragno dal buco.
Gli studi continuano, anche con l'apporto delle nuove tecniche di indagini, ma rimane tuttavia un campo di estrema complessità di cui si attendono nuovi sviluppi.

Lettura molto gradevole, precisa nei riferimenti, a volte divertente.

mercoledì 30 maggio 2018

Il Ciclope

Il CiclopeIl Ciclope by Paolo Rumiz
My rating: 5 of 5 stars

Quando mi capita di passare una vacanza come turista su qualche isola del Mediterraneo, immagino come potrebbe essere fuori stagione, con il mare grosso sotto una tempesta. E mi affascina l'idea di potermene stare davanti al mare a osservare le forze della natura che si scatenano, di vivere in mezzo a questi isolani la cui vita è scandita da ritmi diversi da quelli che abitano la terraferma. L'unica possibilità sarebbe stata quella di trasferimi con il lavoro su una di queste. Ci avevo pensato davvero.

Al momento mi devo accontentare di questo racconto di Rumiz che, partendo dall'esperienza di un soggiorno in un faro, racconta di altre isole e altri fari, di uomini, donne, di animali, del mare, del cielo, delle rocce, di piante e fiori.
Esperienza che scatena condizioni emotive e introspettive estreme per il distacco dalle abitudini comunicative del presente e per l'assorbimento totale della natura.

Forse sono ancora in tempo a sognare qualcosa che si avvicini almeno un po' all'esperienza dell'autore. Questo libro mi ha risvegliato l'idea che avevo dimenticato. Vedremo.

mercoledì 23 maggio 2018

Educare bellezza e verità

Educare bellezza e verità

My rating: 4 of 5 stars

E' un libro che mette a nudo le finalità dell'educazione che, nel nostro sistema scolastico, sono state sostituite da obiettivi quantitativi, spesso asettici e poco capaci di stimolare stupore e ricerca della conoscenza.
La carrellata storica che fanno i due autori è significativa e denota come l'educazione abbia preso una piega opposta a quella che lo stesso Kant denunciava: [Lo studente] non deve imparare dei pensieri, ma a pensare, non lo si deve portare ma guidare, se si vuole che in seguito sia capace di camminare da solo.
Sembra di ascoltare discorsi moderni ai quali tanti modelli educativi stanno cominciando a porre rimedio. Personalmente ho esempi, sia negli ambienti virtuali, sia fisici: corsi online strutturati in modo che, alle nozioni base seguano progetti creativi, o scuole dove si insegna il pensiero critico già alla primaria, come visto fare in una esperienza Erasmus in Portogallo.
In fondo non dovrebbe essere difficile se solo si avesse il coraggio di abbandonare le prassi abituali di erogazione e restituzione della conoscenza prefabbricata (complice, a mio avviso, anche l'attaccamento nevrotico ai libri di testo).
Molto interessante anche la discussione di Moriggi, già peraltro ampiamente espressa in altre sue opere, su ciò che è "naturale" e "artificiale" e il rapporto con la tecnologia.

Un testo, questo, che dà giustificazione alla possibile revisione del modo di fare educazione e, soprattutto, alle modalità valutative che sono ancora ferme a un'epoca, quella industriale, che sta lasciando il passo a quella della conoscenza.

Una nota sull'edizione digitale. Per caricarlo su kindle (non c'è l'edizione Amazon), ho fatto la conversione, ma L'ePub è costruito male. Il testo non si adatta al dispositivo mantenendo la giustificazione a sinistra e sembra di leggere un brutto .pdf. Pare proprio che alla casa editrice dia fastidio avere clienti moderni. Attenzione perché questo atteggiamento può indurre alcuni a farne copie pirata.

domenica 13 maggio 2018

Il fiume della coscienza

Il fiume della coscienza

My rating: 5 of 5 stars

Riflessioni sulla Scienza, sulle idee che nascono, che si sviluppano, che a volte non sono pronte all'accettazione dalla comunità scientifica.
Visioni che si fanno strada in percorsi complessi e dinamici contro dogmi consolidati, a volte con la fortunata casualità che aiuta nelle dimostrazioni, altre dove le teorie vengono relegate nel dimenticatoio, ma che riemergono in tempi successivi.

I temi trattati in questo saggio sono diversi, quasi sempre a carattere neurologico (fisiologia e patologia), ma non solo.
L'obiettivo è quello di ricordare che la lettura della natura non è settoriale bensì complessiva e, spesso, i modelli si ripropongono dall'inorganico al vegetale, all'animale fino all'umano, dove i confini dell'uno e dell'altro si fanno sempre più indefiniti. Chi ha a che fare con la Scienza deve sempre più tenerne conto e superare schemi semplicistici causati anche dai nostri limiti percettivi, da una memoria tutt'altro che oggettiva, dalle competizioni, dalla ottusità, dai pregiudizi.

lunedì 30 aprile 2018

La settima funzione del linguaggio

La settima funzione del linguaggio

My rating: 5 of 5 stars

Bel thriller questo che si svolge negli anni '80 che ha come protagonisti famosi linguisti e semiologi.
Già dai primi paragrafi il ritmo si fa intenso tanto da ricordare "Chi ha incastrato Roger Rabbit", soprattutto per le nevrosi degli studiosi come quelle dei personaggi dei toons e ricorda anche in certi passaggi della ricerca della settima funzione del linguaggio, (un foglietto, un audio...) "Il nome della rosa" per l'enigmatico contenuto del contendere.
Inoltre, per chi non ha particolarmente affinità con i temi della linguistica, si riassumono le diverse teorie e le diverse posizioni degli studiosi, così da avere anche una visione delle problematiche in campo.

Fantastico il personaggio del dottorando Simon Herzog con le sue analisi situazionali e la lettura dei segni e dei simboli, tali da ricostruire alla perfezione le azioni di alcuni personaggi. E' lui a riconoscere, ma non lo esplicita, il misterioso contenuto, anche se il testo originale è introvabile. Fossi stata l'autore avrei aggiunto altri di questi passaggi analitici, proprio perché sintomatici della massima abilità intuitiva di un detective.

Simpatici anche gli interventi deliranti e pressoché incomprensibili (almeno per me), di alcuni filosofi del linguaggio. Rendono il quadro tematico intellettuale completo: chi si esprime per farsi capire, chi ama fare della lingua un puro esercizio speculativo senza porsi il problema comunicativo. A me, poi, è piaciuta la citazione della metafora di Moris Zapp:
La conversazione è insomma una partita di tennis che si gioca con una pallina di pasta da modellare, che prende una nuova forma ogni volta che supera la rete.
Come dargli torto.


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