martedì 23 maggio 2017

Le destinazioni

Le destinazioni

My rating: 4 of 5 stars

Difficile dare una definizione del genere di questo libro: un po' thriller, un po' horror, un po' romanzo psicologico e, forse, mi sfugge qualche altra etichetta.
Mi è piaciuta l'organizzazione degli eventi apparentemente avulsi l'uno dall'altro, per poi intrecciarsi nei capitoli finali: i racconti, alla fine diventano un romanzo ben strutturato.
Le vicende dei protagonisti non sono semplici; la lettura, a volte, richiede un passo rallentato per la densità dei pensieri espressi, per la necessità di calarsi nelle devianze e nelle problematicità delle personalità dei personaggi. Ogni tanto arriva una botta piuttosto forte e infatti consiglio la lettura a chi è abbastanza temprato e accetta descrizioni piuttosto crude.

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giovedì 18 maggio 2017

Dieci piccoli indiani

Dieci piccoli indiani

My rating: 4 of 5 stars

Ci sono tutti gli ingredienti dei thriller di Agatha Christie per fare di questo romanzo una pietra miliare del genere.
Quello che mi piace maggiormente è in ogni caso la scelta dei personaggi e le loro caratteristiche psicologiche. E' avvincente, più che scoprire l'assassino (un po' scontato avendo letto altre opere o visto film da altri suoi romanzi), l'intreccio degli eventi, i dialoghi e le riflessioni dei protagonisti su ciò che avviene. Su questo La Christie è maestra.

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martedì 25 aprile 2017

Propizio è avere ove recarsi

Propizio è avere ove recarsi

My rating: 4 of 5 stars

Dell'autore ho letto "Limonov" che mi era molto piaciuto. Questo è una raccolta di articoli che assomiglia a un backstage degli altri romanzi di Carrère, dove si raccontano, per emozioni e situazioni, altri particolari non presenti nelle narrazioni principali.
Il libro è gradevole proprio perché è scritto bene, ricco di incontri, viaggi ed analisi delle diverse società in cui vivono i protagonisti.
Forse si apprezzerebbe di più se si fossero letti anche gli altri libri. In ogni caso questa è anche una lettura istruttiva.

mercoledì 15 marzo 2017

Le pratiche del disgusto

Le pratiche del disgusto

My rating: 4 of 5 stars

A prescindere da ciò che scrive mi piace lo stile di Cornia. Se si deve parlare di sé questo è il modo migliore, lasciando che le associazioni arrivino all'improvviso deviando il discorso per poi, ad un certo momento mai annunciato, ritornare al punto di partenza per poi aprirsi ancora.
Il contenuto abbastanza condivisibile nel momento in cui l'esperienza individuale trova spesso corrispondenze e condivisioni.
Forse l'ultima pagina è quella che mi lascia sorpresa per la descrizione fisica della nostra esistenza, tirando di mezzo particelle elementari, luce, vita, morte. Decisamente originale, eppure centrata.