sabato 2 febbraio 2019

La lingua geniale: 9 ragioni per amare il greco

La lingua geniale: 9 ragioni per amare il grecoLa lingua geniale: 9 ragioni per amare il greco by Andrea Marcolongo
My rating: 4 of 5 stars

Vengo da studi prettamente scientifici, no liceo classico, -l'autrice indirizza anche a questo pubblico la sua opera. E con ragione ed efficacia. -

Strada, della vita, facendo, metti insieme qualche simbolo matematico, qualche costante termica, qualche porzione anatomica, qualche indice statistico, qualche particella subatomica, qualche definizione su Wikipedia che, con intelligenza, dà sempre l’origine etimologica del termine (mi risparmio il sanscrito), e qualcosa di greco antico filtra per osmosi nel cervello.
Poi, ti capita di mettere insieme questi simboli e leggi le parole, sempre balbettando, dei tabelloni pubblicitari, delle insegne dei negozi ad Atene o qualche iscrizione sui reperti a Delfi o a Olimpia (ho subito il fascino dei Giochi fin dall’esame di Storia dello Sport all’ISEF).
E si scatena lo stupore di come questa lingua, morta dicono, faccia vivere la nostra, o meglio, le nostre, al pari della nostra civiltà.

Il libro è gradevolissimo per tante ragioni:
la prima per la critica che l’autrice fa alla scuola “…siamo vittima di uno dei sistemi scolastici più retrogradi e ottusi del mondo.” Come non darle ragione; abbiamo abdicato al senso delle cose per il puro tecnicismo, non solo nello studio del greco antico, ma in tutte le discipline, come se la nostra cultura servisse solo a fa funzionare le macchine, come se noi fossimo macchine.
Il libro è un racconto ipertestuale, una narrazione che mette insieme tanti blocchi concettuali. La tecnica è solo uno degli aspetti.
La seconda perché i riferimenti grammaticali non sono sterili, ma servono a capire la mentalità di quel popolo, di come scriveva e quindi come pensava. Non è facile calarsi nel contesto solo con l'empatia. Mi accontento, come per certe visioni astronomiche degli scienziati.
Terza: giusto non mettere la traduzione delle singole parole, ma esplicitarla solo per i brani lunghi. Questo impone di fare lo sforzo di leggere il greco con il processo di assemblaggio che descrivo sopra, come in un puzzle in cui si intuisce la posizione della tessera, sia per la forma, sia per la sostanza. Divertente!
Quarta: per la storia di questa lingua, non solo antica, ma per la tenace volontà dei greci di mantenerla nel tempo.

Unica nota: l'autrice insiste molto sulla difficoltà di apprendimento di questa materia scolastica. Ne sono convinta. Ci sono, a mio avviso, apprendimenti altrettanto difficili, anche quelli del "fare", che impongono una simultanea integrazione tra i concetti, le conoscenze, i contesti, l'analisi delle opportunità, le letture ambientali, ecc. Probabilmente il greco antico è una buona palestra, non credo l'unica.

Da leggere a prescindere dalla tua formazione e dal lavoro che fai. Se sei insegnante o studente curioso, un obbligo.

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sabato 26 gennaio 2019

Come farsi una cultura mostruosa

Come farsi una cultura mostruosaCome farsi una cultura mostruosa by Paolo Villaggio
My rating: 4 of 5 stars

Sono quiz a risposta multipla, tra le quali quella giusta, che ti permettono di verificare e migliorare il livello della tua erudizione.

Ci sono risposte davvero esilaranti:

  • Cimbelino - Insulto genovese in uso nella zona del porto;
  • Polluce - Razza pregiata di castoro: "i famosi castori polluce";
  • Antefatto - Figlio settimino;

e così via...

A me non è andata poi tanto male :)

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giovedì 24 gennaio 2019

Storia del mondo greco antico

Storia del mondo greco anticoStoria del mondo greco antico by François Lefèvre
My rating: 4 of 5 stars

Libro dettagliato nel resoconto delle vicende storiche, ricco di riferimenti documentali.
La mia lettura era più indirizzata alle vicende generali della storia della Grecia antica ma, saltando opportunamente le parti più specifiche (note o parentesi), sono riuscita a ricostruire e memorizzare con una certa chiarezza i periodi pre-arcaico, arcaico, classico ed ellenistico che avevo in parte dimenticato.

Forse non era il testo che mi serviva allo scopo ma, con un po' di pazienza e la chiarezza espositiva dell'autore, ho raggiunto l'obiettivo.

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giovedì 10 gennaio 2019

Viaggio nella Grecia antica

Viaggio nella Grecia anticaViaggio nella Grecia antica by Cesare Brandi
My rating: 4 of 5 stars

Di questo libro ho letto solo le parti relative ai luoghi che ho visitato l'estate scorsa e qualche altro capitolo (bronzi di Riace, Santorini, ...).
Il linguaggio è quello di un profondo conoscitore della Storia dell'Arte e del restauro, molto specialistico ma, avendo presente visivamente i luoghi e le opere, sono stata facilitata in parte nella comprensione.

Mi interessava, però, trovare corrispondenza con quanto avevo provato io nel vedere i siti di Atene, Delfi, Olimpia e Micene, sensazioni a volte date dai luoghi (nei quali si è sempre scatenato un violento acquazzone che lavava le vecchie pietre), a volte dai singoli reperti nei musei.

Devo dire che su tante di queste il sentire è stato comune, emozioni e sentimenti (spesso piacevoli, a volte di turbamento) che ancora scatenano domande come: perché è stato costruito proprio qui? Come ci sono tecnicamente riusciti? Chi avrà ancora un tale livello di perfezione estetica? Come percorrevano quelle distanze? Perché con tutta questa capacità creativa si facevano sempre la guerra?...
Risposte certe non ce ne sono e questo fa sì che si rimanga nello stato di incanto permanente.

Probabilmente tornerò in Grecia così potrò finire i capitoli dei luoghi che ho volutamente messo in stand by.

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L'inferno è una buona memoria: Visioni da "Le nebbie di Avalon" di Marion Zimmer Bradley

L'inferno è una buona memoria: Visioni da L'inferno è una buona memoria: Visioni da "Le nebbie di Avalon" di Marion Zimmer Bradley by Michela Murgia
My rating: 4 of 5 stars

"Le nebbie di Avalon" non l'avrei mai letto, se non su suggerimento della stessa Murgia qualche anno fa al festival letteratura di Mantova, perché è un genere che non mi attrae.
Invece ho seguito il suo consiglio e, anch'io come l'autrice, sono rimasta colpita e lo suggerisco sempre come lettura a chi mi capita.

Non ricordo nei particolari le vicende; ci pensa in parte questo libro in cui sono riportati alcuni passi relativi ai personaggi femminili, tra cui spicca la figura di Morgana che è la protagonista e narratrice del romanzo, insieme al percorso autobiografico dell'autrice, verso una presa di coscienza della condizione femminile.
Io ricordo però, molto bene, il conflitto determinato dal passaggio travagliato attraverso il cambiamento antropologico con l'arrivo e l'affermarsi del cristianesimo, a scapito delle tradizioni in cui le donne avevano ruolo, considerazione, potere, accettate per le loro caratteristiche peculiari e non per questo perseguitate o messe le une contro e altre. Il resto è storia.

Come non lasciarsi prima illuminare dal romanzo della Zimmer Bradley e condividere poi l'analisi che la Murgia solleva dalla sua lettura? Ciascuna può trovare riferimenti sociali o particolari biografici che danno ragione della propria e altrui condizione, ancora lontana dal pieno riscatto.

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